
E' un lavoro di composizione assistita realizzato tra il 2006 - 2007.
Comprende brani ottenuti dall'arrangiamento di melodie generate attraverso l'evoluzione di Automi Cellulari. Gli arrangiamenti sono avvenuti utilizzando trasformazioni geometriche ai dati grezzi e assegnando dei suoni orchestrali alle varie parti. Gli autori dei brani sono Eleonora Bilotta, Enrico Cupellini e Pietro Pantano. Di seguito viene spiegata la realizzazione dei brani a partire dalle sequenze MIDI generate dagli automi cellulari:
MATTINA IN IRLANDA
Il materiale di partenza era già molto articolato, tonalità di Do maggiore, il metro individuato era un 4/4.
Le operazioni di arrangiamento sono state alcune ripetizioni, retrogressioni, trasposizioni, a seconda delle progressioni armoniche scelte. Infine le parti sono state assegnate a strumenti di un orchestra classica per giungere al risultato finito.
CELLULAR OUVERTURE
Il materiale di partenza era composto da una successione principalmente dei due temi mostrati in figura, riproposti in molte velocità diverse.

Questi due temi sono poi in realtà molto simili tra loro, infatti le note delle battute 1, 2 e 5 si ripresentano nelle battute 9, 10 e 13 retrogresse; la battuta 3 è uguale alla battuta 11 e le note della battuta 12 si possono considerare in qualche modo ritardate rispetto alle note della battuta 4. Nel materiale originale c'era anche una seconda voce che suonava solo la prima nota di ogni battuta nella figura. Le frasi musicali risultavano bene riconoscibili oltre che per momenti di pausa fra di esse, anche per un ritorno alla tonica (Do). Il metro individuato era un 4/4.
Nell'arrangiamento è stata creata un'orchestra d'archi, trasportando ogni voce secondo l'estensione di un violino, viola, violoncello e contrabbasso. Le trasformazioni sono state principalmente aumentazioni, retrogressioni e trasposizioni. Il contrabbasso suona i temi molto lentamente, in un verso e al contrario. Il violoncello suona una terza sopra rispetto al contrabbasso con una tecnica esecutiva diversa. Violino e viola suonano delle versioni contratte rispetto a violoncello e contrabbasso, con delle trasformazioni simili a quelle dette sopra; variando anche tecnica esecutiva come pizzicato e archetto.NIENTE E' LONTANO
Analizzando il materiale di partenza che viene mostrato in figura si può vedere lo sviluppo di un'idea musicale in due gruppi di due battute e mezzo ciascuno e infine la ripetizione di un'altra idea. Tonalità Fa maggiore.

Nell'arrangiamento prendendo le note consecutive di altezze diverse sono state usate aumentazioni delle durate in maniera non omogena, in modo tale che le prime due note valessero quattro quarti e l'ultima due quarti. Le note di questa nuova successione sono state considerate le fondamentali di nuovi accordi, quindi copiate, traslate in altezza e ritardate nel tempo, così da formare degli arpeggi sulle fondamentali. Questo procedimento è stato protratto in maniera ricorsiva anche per le altre note della successione originale. Tale architettura è diventata la struttura armonica sulla quale creare la linea melodica che ha selezionato alcune note salienti della successione originale.
Per il timbro è stato scelto un pianoforte.
ADAGIO PER CARLOS
Il materiale di partenza è mostrato nella figura , aveva una notazione in 3/4 anche se il motivo non presentava ricorrenze che facessero pensare a questo metro. Le note non presentavano nessuna alterazione rispetto alla scala di Do.
Nel corso dell'arrangiamento è stata mantenuta una organizzazione ternaria nel metro, le durate delle note sono state moltiplicate sei volte rispetto all'originale. La prima voce è stata trasportata un'ottava sotto ed assegnata ad un violoncello. Le prime quattro note della figura suonano due volte, le successive otto note una volta e le successive quattro note due volte. Questo procedimento di ripetizioni per note successive viene ripetuto ricorsivamente.
Per il secondo strumento, la chitarra, le note del violoncello vengono trasportate una quinta sopra, ritardandola di quattro battute e un quarto. Il procedimento principale per la chitarra è la creazione di un arpeggio dalla trasposizione e ritardi delle note della voce principale come era avvenuto per il brano Niente è lontano.
Per la parte del coro si prende sempre la successione di note del materiale originale, raddoppiando le durate delle note sei volte per i contralti e due volte per i soprani, operando trasformazioni di traslazione e selezione di note particolari.
Il nome del brano è in ricordo di Carlos Garcia, dottorando alla facoltà di Matematica di Torino nell'anno accademico 2005/2006.
SORGENTE
Il materiale di partenza per il brano sorgente è mostrato in figura.

La parte del flauto viene realizzata a partire dal rigo superiore del materiale di partenza selezionando note interessanti a seconda della struttura armonica che si andava a creare.
Il clarinetto suona invece il rigo inferiore del materiale di partenza.
FARFALLA
Il materiale di partenza mostrato nella figura era organizzato in 4/4, senza alterazioni in chiave, la tonalità poteva essere Do, Sol o Re maggiore.

Il processo di arrangiamento ha creato un arpeggio di chitarra usando selezioni di note del rigo superiore, dilatando queste note quattro volte rispetto alla lunghezza originale e traslandole in altezza e nel tempo come descritto per la creazione degli arpeggi nei brani precedenti.
La traccia del basso è stata costruita dalle prime otto battute del rigo superiore e selezionando le note interessanti. Gli strumenti solisti invece sfruttano la melodia del rigo inferiore del materiale di partenza.
E' stata inoltre attuata una modulazione dalla tonalità di Sol a Re maggiore applicando dei diversi procedimenti di traslazione.
DROPS
Il materiale di partenza era già organizzato in frasi melodiche su diversi righi musicali, si presentava con un metro di 4/4 e cinque alterazioni in chiave (Re b maggiore).
Il processo di arrangiamento ha così sfruttato il materiale di partenza creando una progressione armonica e orchestrando le parti per essere suonate da un sintetizzatore, basso, vibrafono, pianoforte, clarinetto, flauto e un metallofono scelto da una libreria sonora, oltre la batteria.
L'INTREPIDO SPIFF
Il materiale di partenza era composto da due linee melodiche mostrate nelle figure.

La prima linea melodica è stata usata per creare la texture principale, moltiplicando le durate per due, quattro e otto, facendo poi suonare le note da un sintetizzatore filtrato attraverso un plug-in del software in uso (Cubase SX)
Nella seconda parte del brano compare la prima linea melodica a velocità originale e in sottofondo la seconda linea melodica, assegnando la parte ad un altro sintetizzatore.
Il brano è di tipo elettronico sperimentale, la sua particolarità è il filtraggio della texture principale che crea delle melodie aggiuntive in maniera random attorno ad ogni nota della partitura.
TARANTELLA
Il materiale iniziale (figura) aveva una notazione del metro in 4/4.

Attraverso l'arrangiamento è stato cambiato il metro in 6/8. Questo intervento è stato possibile con una riorganizzazione delle melodie che ha eliminato la parte finale delle battute pari. La tonalità è stata mantenuta in Do maggiore.
Il nome del brano viene dall'alternanza dei movimenti melodici da tonica a dominante e dalla forma complessiva di iterazione microvariata come esiste nelle musiche popolari del sud Italia.


